di Albert Bartlett 2006
traduzione di Carpanix
I termini sostenibile e sostenibilità, tra loro correlati, vengono popolarmente usati per descrivere unampia varietà di attività di solito ecologicamente lodevoli, ma che possono non essere sostenibili. Un esame di importanti studi rivela usi contraddittori di quei termini. Tenteremo qui di fornire una definizione certa e non ambigua al concetto di sostenibilità, e di tradurla in una serie di leggi che, si spera, renderanno chiare le implicazioni logiche della sostenibilità stessa.
Negli anni 80, alle persone attente e riflessive divenne chiaro che le popolazioni, la povertà, il degrado ambientale e le carenze di risorse stavano crescendo ad una velocità che non si sarebbe potuto mantenere a lungo. Forse la più notevole tra le pubblicazioni che identificavano questi problemi in duri termini quantitativi e fornivano estrapolazioni future fu il libro Limits to Growth (Meadows, et. al. 1972) [tradotto in italiano col titolo errato I limiti dello sviluppo N.d.T.], che provocò al tempo stesso ammirazione e costernazione. La costernazione provenne da quei gruppi, in tutto il mondo, per i quali «La Crescita È Bene». Il loro impeto confutatorio fu immediato e urgente, spinto forse dal pensiero che il messaggio del libro era troppo terribile per essere vero. (Cole, et. al. 1973) Mentre il messaggio de Limits to Growth sfumava, il concetto dei limiti diventava sempre più una realtà con la quale la gente doveva misurarsi. Forse come tentativo di compensare o deflettere il messaggio de Limits to Growth, la parola sostenibile cominciò a comparire come aggettivo usato per modificare dei termini comuni. Quellaggettivo era tratto dal concetto di raccolto sostenibile, impiegato per descrivere lagricoltura e le colture forestali quando sono condotte in modo tale da poter essere praticate indefinitamente, ovvero in modo tale che la loro resa possa essere mantenuta. Luso del nuovo termine sostenibile forniva una confortevole rassicurazione a coloro che si fossero temporaneamente chiesti se ci potessero essere dei limiti. Laggettivo venne subito applicato a molti campi e con significato meno preciso cosicché, per esempio, con un cambiamento poco evidente lo sviluppo divenne sviluppo sostenibile, ecc. Si sarebbero visti i dirigenti politici usare il termine sostenibile per descrivere i propri obiettivi mentre lavoravano duramente per creare più posti di lavoro, per far crescere la popolazione, e per incrementare i consumi di energia e risorse. Alla stregua di Alice nel Paese delle Meraviglie, e senza riguardi verso laccuratezza e la coerenza, la sostenibilità sembra essere essere stata ridefinita in modo flessibile per adattarsi alla varietà dei desideri e delle convenienze.
Per prima cosa dobbiamo accettare lidea che sostenibile deve significare per un periodo di tempo indefinitamente lungo.
Quindi dobbiamo riconoscere il fatto matematico che la crescita costante (secondo una percentuale annua fissa) porta a numeri molto grandi in periodi di tempo modesti. Per esempio, una popolazione di 10.000 persone che cresce del 7% allanno diventerà una popolazione di 10.000.000 di persone in appena 100 anni. (Bartlett 1978).
Da queste due enunciazioni possiamo capire che il termine crescita sostenibile implica una crescita infinita. Ciò significa che la quantità in crescita tenderà a diventare infinita. La limitatezza delle risorse, degli ecosistemi, dellambiente e della Terra porta alla più fondamentale verità che attiene alla sostenibilità:
Se applicata ad entità materiali, lespressione crescita sostenibile è un ossimoro.
(È possibile che qualcosa di non materiale, come linflazione, cresca in modo sostenibile.)
Daly ha evidenziato che lo sviluppo sostenibile si potrebbe perseguire se i materiali venissero riciclati al massimo grado e se non crescesse quanto viene materialmente processato anno per anno dalleconomia. (Daly 1994)
Il fattore che motiva molti a usare frequentemente la parola sostenibile è certamente una sincera preoccupazione per il futuro. Ma ci sono casi nei quali si è portati a sospettare che quella parola venga usata senza darle troppa importanza, come se si pensasse che per dar vita ad una società sostenibile possa bastare un impiego frequente dellaggettivo sostenibile.
Il termine sostenibilità è diventato di moda. I centri universitari e le organizzazioni professionali hanno preso ad usare quella parola come parte importante dei loro nomi. In alcuni casi, queste operazioni possono costituire un esempio di quella che si potrebbe chiamare scuola di Willie Sutton di gestione della ricerca. (Sutton)
Per molti anni, sono stati condotti studi sui modi per migliorare lefficienza nellimpiego dellenergia nella nostra società. A quegli studi è stato attribuito maggior rilievo riferendosi ad essi come a studi per luso sostenibile dellenergia.
Lespressione crescita sostenibile è usata dai nostri dirigenti politici anche se è chiaramente un ossimoro. In un recente studio condotto dallAgenzia per la Protezione Ambientale si può leggere che:
Il presidente Clinton e il vicepresidente Gore hanno scritto in Putting People First [La gente prima di tutto N.d.T.]: «Rinnoveremo limpegno dellAmerica per lasciare ai nostri figli una nazione migliore una nazione nella quale laria, lacqua e il territorio siano intatti, la bellezza naturale sia integra, e il cui ruolo guida nella crescita sostenibile sia insuperato». (EPA 1993)
Troviamo anche uno scienziato che scrive di crescita sostenibile:
la discussione è stata incentrata sui fattori che determineranno [un] livello di crescita sostenibile della produzione agricola. (Abelson 1990)
Così, abbiamo una gamma dusi del termine sostenibile. Ad un estremo della gamma, esso viene usato con precisione da gente che presenta nuovi concetti dopo profonde riflessioni sul futuro a lungo termine della specie umana. Al centro della gamma, sostenibile viene semplicemente aggiunto come modificatore ai nomi e ai titoli di studi molto utili, in corso ormai da anni, nel campo dellefficienza ecc. In prossimità dellaltro estremo della gamma, il termine viene usato come un placebo. In alcuni casi è stato usato senza riflettere (o forse con lintenzione di ingannare) per gettare una luce favorevole sulla continuazione di attività che sarà possibile portare avanti a lungo o forse no. Al limite estremo della gamma, sostenibile viene usato con significato di ossimoro.
Vediamo come è stato usato il termine sostenibile in alcuni studi sullambiente.
I termini sostenibile e sostenibilità irruppero nel lessico globale negli anni 80 quando i mezzi di informazione elettronici resero la gente sempre più consapevole dei crescenti problemi di sovrappopolazione, siccità, carestie e degrado ambientale che erano stati il tema de Limits to Growth nei primi anni 70. (Meadows, et. al. 1972) Un grande aumento della consapevolezza giunse con la pubblicazione del rapporto della Commissione Mondiale delle Nazioni Unite su Ambiente e Sviluppo, il Rapporto Brundtland, che è disponibile nelle librerie col titolo Our Common Future [Il nostro futuro comune N.d.T.]. (Brundtland 1987)
Con dettagli grafici da far stringere il cuore, il Rapporto metteva di fronte al lettore gli enormi problemi e le enormi sofferenze patite quotidianamente e con crescente intensità in tutto il mondo sottosviluppato. Nella premessa, prima che venisse presentata una qualsiasi definizione di sostenibile, compariva un appello:
Quel che serve ora è una nuova era di crescita economica una crescita vigorosa e al tempo stesso socialmente ed ambientalmente sostenibile. (p. xii)
Si dovrebbe rimanere colpiti dal fatto che si invoca qui una crescita economica che sia sostenibile. Occorre chiedersi se è possibile un aumento dellattività economica (crescita) senza un aumento dei consumi di risorse non rinnovabili. Se così fosse, in quali condizioni potrebbe accadere? Oggigiorno, stiamo andando verso quelle condizioni? Che si intende con le indefinite espressioni socialmente sostenibile e ambientalmente sostenibile?
Come abbiamo già visto, i due concetti di crescita e sostenibilità sono in conflitto tra loro, eppure il Rapporto Brundtland invoca entrambe le cose. Luso della parola vigorosa sembrerebbe sottintendere rapida, ma ciò non farebbe che amplificare quel conflitto.
Poche pagine più avanti, nello stesso Rapporto leggiamo:
Dunque lo sviluppo sostenibile può essere perseguito solo se le dimensioni e la crescita della popolazione sono in armonia con il mutevole potenziale produttivo dellecosistema. (p. 9)
Ci si comincia a sentire a disagio. Le dimensioni e la crescita della popolazione vengono vagamente identificate come un possibile problema, ma non sappiamo cosa intenda la Commissione con la frase in armonia con . Potrebbe significare qualsiasi cosa. A pagina 11, la Commissione riconosce che la crescita della popolazione è un problema serio, ma poi:
Il problema non è solo il numero delle persone, ma come quei numeri si rapportano con le risorse disponibili. Sono necessari passi urgenti per limitare i tassi di crescita estremi. [grassetti aggiunti]
Il suggerimento secondo il quale il problema non è solo il numero delle persone è allarmante. Questa negazione dellimportanza dei numeri è divenuta centrale in molti dei programmi che hanno a che fare con la sostenibilità. Né limitare, né estremi vengono definiti, per cui la frase dà limpressione che la maggior parte della crescita della popolazione sia accettabile e che solo gli indefiniti tassi di crescita estremi debbano essere affrontati per mezzo di qualche altrettanto indefinito processo di limitazione. A pagina 15 leggiamo che:
È chiaramente imperativo un percorso energetico sicuro, ambientalmente affidabile ed economicamente praticabile che sostenga il progresso umano nel futuro remoto.
Qui vediamo il riconoscimento del fatto che lenergia costituisce un importante problema a lungo termine, eppure non vediamo alcun riconoscimento delle enormi difficoltà tecniche ed economiche che ci si può ragionevolmente aspettare nella ricerca di un percorso energetico sicuro, ambientalmente affidabile ed economicamente praticabile. Il Rapporto riconosce che sostenibile deve significare nel futuro remoto.
Nella loro ricerca di soluzioni, gli autori del Rapporto invocavano ampi sforzi per promuovere lo sviluppo sostenibile. La definizione di sviluppo sostenibile fornita nel Rapporto è stata ampiamente utilizzata anche da altri. Essa appare nella prima frase del Capitolo 2 (p. 43):
Lo sviluppo sostenibile è quello sviluppo che soddisfa le necessità del presente senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare le proprie.
Questa definizione, insieme alla precedente affermazione circa la necessità di sostenere il progresso umano nel futuro remoto, risulta cruciale per comprendere lespressione sviluppo sostenibile.
Sfortunatamente, essa non fornisce alcun indizio circa il percorso che si potrebbe seguire per soddisfare le necessità del presente senza limitare, nel processo, le capacità delle generazioni future di soddisfare le proprie. Sembra ovvio che le risorse non rinnovabili utilizzate oggi non potranno più essere utilizzate dalle generazioni future.
La Commissione riconosce che esiste un conflitto tra la crescita della popolazione e lo sviluppo; (p. 44)
Unespansione del numero [delle persone] può aumentare la pressione sulle risorse e rallentare linnalzamento degli standard di vita nelle zone dove la deprivazione è diffusa. Sebbene il problema non riguardi semplicemente le dimensioni della popolazione ma anche la distribuzione delle risorse, lo sviluppo sostenibile può essere perseguito solo se gli sviluppi demografici sono in armonia con il mutevole potenziale produttivo dellecosistema.
La Commissione può voler dire che la crescita della popolazione rallenta linnalzamento degli standard di vita solo nelle zone dove la deprivazione è diffusa? Questaffermazione si oppone allasserzione politicamente corretta secondo la quale il problema non è solo il numero delle persone. La Commissione sposta lattribuzione dei problemi su presunti difetti nella distribuzione delle risorse. Quindi, essa parla di sviluppi demografici (qualsiasi cosa possa significare) che devono essere in armonia con (qualsiasi cosa possa significare). Se si accettano i rapporti sul declino del potenziale produttivo globale degli ecosistemi dovuto alla deforestazione, alla perdita del suolo, allinquinamento, ecc. (Kendall e Pimentel 1994), allora la frase in armonia con potrebbe significare che anche la popolazione deve ridursi. Ma la Commissione è molto attenta a non suggerire la necessità di una riduzione della popolazione.
Si pensa che queste citazioni siano rappresentative dei messaggi vaghi e contraddittori contenuti in questimportante studio. Quando il Rapporto tenta di affrontare gravi problemi globali, cerca chiaramente di marginalizzare il ruolo delle dimensioni della popolazione come agente causale di quegli stessi problemi globali.
La discussione circa la sostenibilità contenuta nel Rapporto della Commissione Brundtland è tanto ottimista quanto vaga. La Commissione probabilmente sentiva che affinché la discussione venisse accettata doveva essere ottimista ma, dati i fatti, per non sembrare pessimista era necessario che fosse vaga e contraddittoria.
Anche lespressione capacità di carico, da tempo nota agli ecologisti, è recentemente divenuta popolare. Essa fa riferimento al limite della quantità di umani che la Terra può, sostenere sul lungo periodo senza danni per lambiente. (Giampietro, et. al. 1992)
Il concetto di capacità di carico è fondamentale per discutere in merito alla crescita della popolazione. Esso è stato esaminato da Cohen nel libro How Many People can the Earth Support? (Cohen 1995) [Quante persone può sostenere la Terra? N.d.T.] Cohen esamina accademicamente molte stime del passato circa la capacità di carico della Terra e conclude che non è possibile dire quante persone è in grado di sostenere la Terra. Ovviamente, il limite dipende dagli standard di vita medi desiderati.
Non esiste una formula definitiva per calcolare la capacità di carico della Terra, anche in relazione a uno standard di vita medio dato. Ciò significa che ogni stima può essere messa in discussione e sarà senzaltro ignorata.
Le attività umane hanno già generato grandi cambiamenti allambiente globale. May osserva che:
la scala e il campo dazione delle attività umane, per la prima volta, sono cresciuti fino a rivaleggiare con i processi naturali che hanno costruito la biosfera e che fanno sì che resti un posto nel quale la vita può prosperare.
Molti fatti testimoniano a favore di tale affermazione. Si stima che dal 20% al 40% della produttività primaria della Terra proveniente da attività fotosintetiche di terraferma e marine venga sottratta per uso umano. (May 1993)
Un impatto di queste proporzioni sullambiente globale è opportunamente causa dallarme.
La conclusione inevitabile è che se vogliamo arrestare il danno crescente arrecato allambiente globale dobbiamo, come minimo, arrestare la crescita della popolazione.
Così, invece di tentare di calcolare quanta gente la Terra è in grado di sostenere, dovremmo concentrarci sul perchè la popolazione dovrebbe crescere ulteriormente. La questione è riassunta efficacemente dalla seguente domanda:
Riuscite a pensare ad un qualsiasi problema, su una qualsiasi scala (da microscopica a globale), la cui soluzione a lungo termine sia in un qualsiasi modo dimostrabile coadiuvata, assistita o fatta progredire dallavere popolazioni più numerose a livello regionale, nazionale o globale?
Sebbene non si possa calcolare la capacità di carico della Terra, disponiamo di unindicazione non ambigua del fatto che la popolazione mondiale ha già superato detta capacità. Stiamo osservando un fenomeno di riscaldamento globale. Se una qualsiasi parte del riscaldamento globale osservato è dovuta alle attività umane, allora abbiamo una prova definitiva che lattuale popolazione della Terra, con lo stile di vita corrente, è superiore alla capacità di carico della Terra stessa.
LAgenzia per la Protezione Ambientale degli Stati Uniti ha fatto molte cose costruttive e apportatrici di beneficio. Le politiche, le azioni e il ruolo guida di quellagenzia sono cruciali per avere una qualsiasi speranza di ottenere una società sostenibile. In un recente rapporto dellagenzia, si legge:
In vista di un crescente interesse nazionale e internazionale nei confronti dello sviluppo sostenibile, il Congresso ha chiesto allAgenzia per la Protezione Ambientale (EPA) di relazionare circa gli sforzi messi in atto per includere il concetto di sviluppo sostenibile nelle proprie operazioni.
Il Rapporto (EPA 1993) è al tempo stesso incoraggiante e preoccupante. È incoraggiante leggere di tutte le molte attività dellAgenzia che aiutano a proteggere lambiente. È scoraggiante cercare invano in quel Rapporto un riconoscimento del fatto che la crescita della popolazione è alla base della maggior parte dei problemi che lAgenzia tenta di affrontare.
Il rapporto dellEPA parla di uniniziativa per perseguire lo sviluppo sostenibile nella Central Valley, in California:
dove molte zone stanno vivendo una rapida crescita urbana e i problemi ambientali associati
Una maggiore enfasi sulle pratiche agricole sostenibili sarà un elemento chiave in qualsiasi soluzione a lungo termine per i problemi della zona.
In nessun modo una maggiore enfasi sulle pratiche agricole sostenibili può arrestare la rapida crescita urbana che sta distruggendo i terreni agricoli! Nessuna enfasi sullagricoltura può risolvere il problema. Per risolvere i problemi, si deve arrestare la rapida crescita urbana che li provoca. Non ha senso concentrarsi sullo sviluppo di pratiche agricole sostenibili quando lAgenzia si aspetta che lagricoltura verrà presto sostituita dalla rapida crescita urbana.
Questa citazione di un breve estratto del rapporto dellEPA evidenza che lAgenzia comprende le fonti dei problemi ambientali. Ecco unagenzia che tenta di risolvere i problemi causati dalla crescita della popolazione, ma che nel raccomandare le soluzioni non menziona larresto della crescita della popolazione. È professionalmente etico, questo modo dagire?
Abbiamo visto come importanti studi nazionali e internazionali diano una rappresentazione inadeguata e sottovalutino (marginalizzandola) limportanza delle dimensioni numeriche della popolazione e della sua crescita.
In un articolo, The Population Explosion is Over [Lesplosione demografica è finita N.d.T.], Ben Wattenberg trova supporto per il titolo nel fatto che i tassi di fecondità si vanno riducendo in alcune parti del mondo. (Wattenberg 1997) La maggior parte dei Paesi europei sono a crescita zero (2004) o hanno una crescita negativa [per evitare fuorvianti equivoci, ricordo che la popolazione in Italia, ben lungi dal ridursi, continua a crescere al ritmo di alcune centinaia di migliaia di unità allanno a causa dellimmigrazione; i dati precisi possono essere ricavati dalle pubblicazioni dellISTAT N.d.T.], e i tassi di fecondità in alcune parti dellAsia sono scesi in modo marcato. Invece di rallegrarsi per la chiara evidenza di questa tendenza verso la sostenibilità, Wattenberg dà lallarme parlando di culle vuote, come se quella riduzione della fecondità richiedesse unimmediata inversione [lespressione usata da Wattenberg è birth dearth; culle vuote è la versione italica di quel tormentone così come ce la propinano quotidianamente i media N.d.T.].
Il caso più estremo è quello di Julian Simon, che caldeggia una crescita continua della popolazione nel futuro. Scrivendo nella newsletter di un importante gruppo di studio di Washington D.C., Simon dice:
Oggi abbiamo in mano in effetti nelle biblioteche la tecnologia per nutrire, vestire e rifornire denergia una popolazione in continua crescita per i prossimi sette miliardi di anni Anche se non intervenissero nuove conoscenze la nostra popolazione potrebbe continuare a crescere per sempre. (Simon 1995)
Cè chi ha fatto notare che una Terra sferica è soggetta a limiti, mentre una Terra piatta può estendersi allinfinito. Dunque, se Simon è nel giusto, viviamo su una Terra piatta. (Bartlett 1996)
Riprendendo un punto di vista già espresso dagli Ehrlich (Ehrlich 1992), Bartlett evidenzia che a causa degli alti consumi di risorse pro capite negli Stati Uniti, noi Statunitensi abbiamo in casa nostra il peggior problema di popolazione al mondo! (Bartlett 1997) Molti Americani pensano che il problema della popolazione riguardi esclusivamente quelle persone che vivono nei Paesi sottosviluppati, ma ciò serve solo a distogliere lattenzione dalle difficoltà dellaffrontare i nostri stessi problemi qui, negli Stati Uniti. È più semplice dire al vicino di falciare il suo prato piuttosto che mettersi a falciare il proprio. Nei confronti degli altri Paesi, su richiesta possiamo offrire assistenza nellambito della pianificazione famigliare, ma in quegli stessi Paesi non abbiamo alcuna giurisdizione né responsabilità dirette. Nel nostro Paese abbiamo invece piena giurisdizione e responsabilità, ma non riusciamo ad agire per risolvere i nostri problemi. In un discorso tenuto presso lUniversità del Colorado, lallora senatore Tim Wirth ha osservato che la cosa migliore che possiamo fare negli Stati Uniti per aiutare gli altri Paesi ad arrestare la crescita della loro popolazione è dare lesempio e fermare la crescita della popolazione a casa nostra. [Al lettore il compito di identificare i modi e la misura in cui le affermazioni contenute in questo paragrafo possono essere riferite anche allItalia N.d.T.]
Non ci possono essere dubbi circa le difficoltà che avremo a raggiungere un livello di crescita zero della popolazione negli Stati Uniti. Un esame delle cifre rende chiare quelle difficoltà. In particolare, la crescita della popolazione ha una inerzia, il che significa che se in una società il tasso di fecondità cambia improvvisamente, i pieni effetti del cambiamento si manifesteranno solo dopo che ogni persona in vita al momento del cambiamento stesso sarà morta. Dunque, ci vogliono circa settantanni per vedere i pieni effetti di un cambiamento nel tasso di fecondità. (Bartlett & Lytwak 1995).
Da diverse comunità sparse negli Stati Uniti arrivano molti segnali incoraggianti che indicano una crescente consapevolezza dei problemi locali dovuti alla crescita incontrollata delle popolazioni, poiché la crescita della popolazione, nelle nostre comunità, non finanzia mai se stessa. Per finanziare la crescita, le tasse e i costi dei servizi devono aumentare. Inoltre, la crescita porta maggiori livelli di congestione, inquinamento e frustrazione.
La prova che la crescita della popolazione non finanzia se stessa è evidente nella crisi di molti degli stati degli Stati Uniti. Durante gli anni 90 leconomia era sana, ovvero cresceva rapidamente. Se quella crescita avesse finanziato se stessa, i governi dei singoli stati avrebbero dovuto poter accumulare riserve finanziarie per superare un declino delleconomia nazionale. Quando sul finire del secolo leconomia cominciò effettivamente a cedere, venne il momento di saldare i debiti che si erano accumulati in tempi migliori, e i fondi disponibili non erano adeguati a far fronte alle esigenze.
Fodor (1999) fornisce molti esempi dettagliati, provenienti da comunità sparse in tutti gli Stati Uniti, che dimostrano che la crescita della popolazione non riesce a finanziare se stessa.
The Tragedy of the Commons (Hardin 1968) chiarisce che ci sarà sempre unampia opposizione nei confronti dei programmi mirati a far sì che la crescita della popolazione finanzi se stessa. Coloro che traggono profitto dalla crescita useranno le loro considerevoli risorse per convincere la comunità che i costi dovuti alla crescita stessa dovranno essere sostenuti da tutti. Nelle nostre comunità, fare in modo che la crescita finanzi se stessa potrebbe costituire un mezzo importante per arrestare lincremento della popolazione.
Si sente spesso affermare che la crescita intelligente salverà lambiente. Vale la pena ricordare che:
La crescita intelligente è meglio della crescita idiota, ma
La crescita intelligente distrugge lambiente; e
La crescita idiota distrugge lambiente.
La differenza è che la crescita intelligente distrugge lambiente con buon gusto.
Dunque è un po come comprare un biglietto sul Titanic.
Se si è intelligenti si viaggia in prima classe,
Se si è idioti si finisce in classe economica.
Il risultato comunque non cambia.
Quando le popolazioni delle città crescono, vengono invocate delle soluzioni regionali per i molti problemi che la crescita crea. Ciò ha due effetti negativi:
La pianificazione regionale diluisce la democrazia. In una città di 20.000 abitanti, i cittadini che partecipano alla cosa pubblica hanno un impatto cinque volte maggiore rispetto a quello che avrebbero in una regione di 100.000 abitanti.
Le soluzioni regionali sono solitamente progettate per collocare la crescita prevista, per cui quelle soluzioni incoraggiano unulteriore crescita. Secondo lo spirito della Legge di Eric Sevareid (vedi sotto), le soluzioni regionali distribuiscono i problemi su unarea maggiore piuttosto che risolverli.
Se ne conclude che le soluzioni regionali ai problemi provocati dalla crescita renderanno le vite della gente migliori solo se la crescita viene arrestata. Se le soluzioni regionali permettono o incoraggiano ulteriore crescita, allora la pianificazione regionale peggiora le cose.
A livello locale o nazionale, cè un interessante parallelo tra la promozione della crescita (insostenibilità) e la promozione della guerra, cose che possono essere entrambe fonte di grandi profitti per quelle persone che occupano posizioni dalto livello nella società, ma che sono molto costose per tutti gli altri.
Fare la guerra è lunico scopo delle grandi strutture militari. Anche la mente più limitata sa quel che occorre fare per vincere una guerra: «Si deve battere il nemico». Una volta raggiunto quellobiettivo, si fa una grande festa per celebrare la vittoria e distribuire le medaglie. Dopo di che si comincia a preparare la guerra successiva. Promuovere la crescita di una comunità costituisce un processo simile. La promozione della crescita è lunico scopo delle grandi strutture locali e nazionali, pubbliche e private. Non ci vuole una gran testa per capire che per vincere nella guerra della crescita bisogna che una comunità batta le comunità concorrenti per diventare sede di nuove fabbriche e di nuove imprese. Si pianificano campagne e battaglie e, quando arriva una fabbrica, si fa una grande festa per celebrare la vittoria e distribuire i premi. Dopo di che le comunità guerriere ricominciano a combattere per ottenere ulteriori fabbriche.
Al contrario, vincere la pace è molto diverso. Anche le menti migliori non sanno con certezza quel che occorre fare per vincere la pace. Rispetto ai gruppi che promuovono la guerra, le agenzie pubbliche dedite a mantenere la pace sono minuscole. Nello sforzo di mantenere la pace non esiste un momento conclusivo per fare festa ed esultare proclamando: «Abbiamo vinto la pace!». Vincere la pace richiede una vigilanza costante. Proteggere lambiente di una comunità dalle devastazioni dovute alla crescita è pressoché lo stesso. Le menti migliori non sanno con certezza quel che occorre fare per riuscirci. Ci sono poche istituzioni pubbliche il cui unico scopo sia la preservazione dellambiente. Si possono rimandare gli assalti ma, tutto considerato, occorre la costante vigilanza dei cittadini interessati che, nel caso migliore, possono solo ridurre la velocità alla quale lambiente viene devastato. Non esiste un momento conclusivo per fare festa ed esultare proclamando: «Abbiamo salvato lambiente!».
Per essere più specifici, affermiamo che tanto la capacità di carico quanto la sostenibilità implicano per il periodo per il quale speriamo che gli esseri umani abiteranno la Terra. Ciò significa per molti millenni.
Molti personaggi di rilievo hanno fornito postulati e leggi relative alla crescita della popolazione ed alla sostenibilità.
Il reverendo Thomas Malthus, duecento anni fa, impiegò queste due premesse come fondamento del suo famoso saggio.
Primo. Il cibo è indispensabile per lesistenza delluomo.
Secondo. La passione tra i sessi è necessaria e rimarrà pressoché quel che è oggi. (Appleman, 1976)
Questi teoremi provengono dal lavoro delleminente economista Kenneth Boulding.
Primo teorema: Il teorema deprimente.
Se il solo controllo definitivo sulla crescita della popolazione è dato dalla miseria, allora la popolazione crescerà fintanto che diverrà abbastanza miserabile da arrestare la sua crescita.
Secondo teorema: Il teorema assolutamente deprimente.
Questo teorema afferma che ogni miglioramento tecnico può solo alleviare la miseria per un breve periodo, giacché siccome è la miseria a costituire lunico controllo sulla popolazione, i miglioramenti [tecnici] permetteranno alla popolazione di crescere, facendo sì che ancor più gente di prima si ritrovi in miseria. Il risultato ultimo dei miglioramenti [tecnici] è dunque linnalzamento del punto di equilibrio della popolazione, il che consiste nellaumentare la miseria umana nel suo complesso.
Terzo teorema: La forma dolce del teorema deprimente
Per fortuna, non è troppo difficile enunciare il teorema deprimente in una forma più dolce, che afferma che se è possibile trovare qualcosaltro, al di là della miseria e della fame, in grado di tenere sotto controllo una popolazione prospera, allora la popolazione non deve necessariamente crescere fino a divenire miserabile e morire di fame, ma può essere stabilmente prospera.
Boulding prosegue:
Fino a che non ne sapremo di più, il Teorema dolce rimane un punto interrogativo. Sappiamo che la miseria costituisce un freno efficace. È il solo metodo certo e automatico per condurre la popolazione ad un equilibrio. Altri metodi potrebbero funzionare [ma non se ne ha la certezza].
In un altro contesto, Boulding ha osservato che:
Lanalisi economica che ho presentato prima indica che la priorità più importante, una priorità per la quale le Nazioni Unite possono essere di grande utilità, è una campagna mondiale per la riduzione delle nascite. Suggerisco che è più importante di qualsiasi altro programma di aiuti e investimenti internazionali. In effetti credo che, se non verrà presa in considerazione, tutti i programmi di aiuto e investimento finiranno per rivelarsi causa del proprio stesso fallimento e non faranno che aumentare la quantità di miseria umana. (Bouldin 1971, p. 361)
Le leggi che seguono vengono indicate per definire il termine sostenibilità. In alcuni casi, sono accompagnate da corollari, identificabili per via degli indici a caratteri maiuscoli. Tutte si applicano alle popolazioni ed ai tassi di consumo di beni e risorse sulla scala di quelli rilevati nel 2005 nel mondo, e potrebbero non valere nel caso di piccole quantità di persone o di gruppi che vivano in situazioni tribali primitive.
Crediamo che queste leggi siano rigorosamente affidabili.
La lista non è che una raccolta, per cui potrebbe essere incompleta. I lettori sono invitati a comunicare allautore quegli elementi che dovrebbero o non dovrebbero comparire nella lista.
La crescita della popolazione e/o la crescita dei tassi di consumo non sono sostenibili.
Un tasso di crescita della popolazione minore o uguale a zero e consumi di risorse in calo sono una condizione necessaria ma non sufficiente per una società sostenibile.
Linsostenibilità sarà il risultato certo di qualsiasi programma di sviluppo che non contempli il raggiungimento di un livello di crescita zero (o un periodo di decrescita) per popolazione e consumi di risorse. Ciò vale anche se il nome del programma contiene il termine sostenibile.
Nel lungo periodo, i programmi di ricerca e regolamentazione degli enti governativi che hanno in carico la protezione dellambiente e la promozione della sostenibilità sono irrilevanti, a meno che affrontino vigorosamente e da un punto di vista quantitativo il concetto di capacità di carico e studino approfonditamente le cause e le conseguenze demografiche dei problemi ambientali.
Le società, o le parti di una società, che dipendono dalla crescita della popolazione o dalla crescita dei consumi di risorse sono insostenibili.
Coloro che promuovono la crescita della popolazione e/o la crescita dei consumi di risorse promuovono linsostenibilità.
Coloro che suggeriscono che la sostenibilità si può ottenere senza arrestare la crescita della popolazione ingannano e portano fuori strada se stessi e gli altri.
Coloro le cui azioni provocano direttamente o indirettamente la crescita della popolazione o dei consumi di risorse allontanano la società dalla sostenibilità.
Lespressione crescita sostenibile è un ossimoro.
Per quanto riguarda le dimensioni numeriche della popolazione ed i consumi di risorse, «La sola crescita intelligente è quella che non cè». (Hammond, 1999)
In una società con popolazione e/o consumi di risorse in crescita, quanto maggiori divengono popolazione e/o consumi, tanto più diventa difficile trasformare quella società in una società sostenibile.
Il tempo di reazione delle popolazioni ai cambiamenti del tasso di fecondità corrisponde alla durata di una vita, nel caso umano a circa settantanni. (Bartlett e Lytwak 1995) [Questo fenomeno è chiamato inerzia demografica]
Una nazione può raggiungere la crescita zero se a) il tasso di fecondità viene mantenuto ai livelli di sostituzione per settantanni e se b) non cè migrazione netta nel corso di quel periodo. Nel corso dei settantanni la popolazione continua a crescere, ma a una velocità sempre minore, fino ad arrestarsi al termine del periodo.
Se vogliamo cambiare i tassi di fecondità in modo da stabilizzare la popolazione tra la metà e la fine del XXI Secolo dobbiamo agire ora.
Lorizzonte temporale dei leader politici è nellordine dei 2-8 anni.
Sarà difficile convincere i leader politici ad agire ora per invertire la rotta, quando i risultati del cambiamento potrebbero non notarsi nellarco delle loro vite.
Le dimensioni sostenibili della popolazione (capacità di carico) e lo standard di vita medio sostenibile della popolazione sono tra loro inversamente proporzionali. (Ciò devessere vero, per quanto Cohen asserisca che lentità numerica della capacità di carico della Terra non può essere determinata). (Cohen 1995)
Quanto più lo standard di vita che si desidera sostenere è elevato, tanto più è urgente arrestare la crescita della popolazione.
La riduzione dei consumi di risorse e la riduzione della produzione di inquinanti possono spostare la capacità di carico, rendendo sostenibile una popolazione più numerosa.
Un mondo nel quale alcune zone hanno standard di vita elevati mentre altre zone hanno standard di vita ridotti non è sostenibile.
I Paesi del mondo non possono essere tutti contemporaneamente importatori netti di capacità di carico.
Il commercio globale include lesportazione e limportazione della capacità di carico.
Una società che deve importare gente per svolgere i lavori alla base della propria vita quotidiana («Non riusciamo a trovare gente del posto disponibile a svolgere questi lavori») non è una società sostenibile.
La sostenibilità richiede che la popolazione sia minore o uguale alla capacità di carico dellecosistema, secondo il tenore di vita desiderato.
La sostenibilità richiede un equilibrio tra società umana ed ecosistemi dinamici ma stabili.
La distruzione degli ecosistemi tende a ridurre la capacità di carico e/o il tenore di vita sostenibile.
La velocità di distruzione degli ecosistemi aumenta allaumentare della velocità di crescita della popolazione [o, meglio, la distruzione degli ecosistemi è direttamente proporzionale alle dimensioni della popolazione N.d.T.].
I Paesi ricchi, per mezzo del commercio globale, distruggono gli ecosistemi dei Paesi meno sviluppati.
Tassi di crescita della popolazione minori o uguali a zero sono una condizione necessaria ma non sufficiente per arrestare la distruzione dellambiente. Ciò vale a livello locale come a livello globale.
I benefìci della crescita della popolazione e dellaumento del consumo di risorse vengono riscossi da pochi; i costi della crescita della popolazione e dellaumento del consumo di risorse sono a carico dellintera società. (Hardin 1968)
Gli individui che traggono vantaggio dalla crescita continueranno ad esercitare forti pressioni per sostenere e incoraggiare tanto la crescita della popolazione quanto la crescita del consumo di risorse.
Gli individui che promuovono la crescita sono motivati dalla constatazione che la crescita è per essi un bene. Allo scopo di ottenere il sostegno pubblico per i propri obiettivi, essi devono convincere la gente che la crescita della popolazione e la crescita del consumo di risorse sono un bene anche per la società. [È lidea di Charles Wilson: «Se è un bene per la General Motors, è un bene per gli Stati Uniti».] (Yates 1983)
La crescita dei tassi di consumo di una risorsa non rinnovabile, ad esempio un combustibile fossile, provoca una drammatica riduzione dellaspettativa di vita di quella risorsa.
In un mondo di tassi di consumo di risorse in crescita, esprimere laspettativa di vita di una risorsa non rinnovabile agli attuali tassi di consumo, ovvero senza considerare la crescita, è gravemente fuorviante. La data prevista per il picco della produzione di una risorsa, ovvero il picco della curva di Hubbert, è più rilevante dellaspettativa di vita della risorsa stessa. (Hubbert 1972)
È intellettualmente disonesto caldeggiare la crescita dei tassi di consumo delle risorse non rinnovabili e, parallelamente, rassicurare la gente comunicando quanto durerebbero le risorse agli attuali tassi di consumo (ovvero in condizioni di crescita zero).
Il momento dellesaurimento delle risorse non rinnovabili può essere posposto anche notevolmente per mezzo di a) avanzamenti tecnologici dellefficienza nel ritrovamento e nellimpiego delle risorse; b) impiego delle risorse secondo un programma di disponibilità sostenuta (Bartlett 1986); c) riciclaggio; d) ricorso a risorse sostitutive.
I risparmi ottenuti con grandi sforzi migliorando lefficienza nellimpiego delle risorse vengono presto e completamente vanificati dai maggiori consumi che conseguono ad una crescita anche ridotta della popolazione.
Quando aumenta lefficienza nellimpiego delle risorse, spesso le risorse risparmiate non vengono messe da parte a beneficio delle generazioni future ma utilizzate immediatamente per incoraggiare e sostenere una popolazione più numerosa.
Gli umani sono soggetti ad unenorme spinta compulsiva che li induce a trovare un uso immediato per tutte le risorse disponibili.
I benefìci degli sforzi tesi alla conservazione dellambiente vengono presto annullati dal maggior peso determinato sullambiente stesso da una crescita anche ridotta della popolazione.
Quando i tassi di inquinamento superano la naturale capacità rigenerativa dellambiente, è più facile inquinare che bonificare.
La principale causa dei problemi sono le soluzioni.
Questa legge dovrebbe costituire un aspetto base dellistruzione superiore, in particolare nel campo dellingegneria.
Gli umani dipenderanno sempre dallagricoltura. (È il primo dei due postulati di Malthus.)
I supermercati, da soli, non bastano.
Il compito principale, nellambito dellagricoltura sostenibile, è preservare i terreni agricoli. I terreni agricoli devono essere protetti dalle perdite dovute a cause quali: a) urbanizzazione e sviluppo; b) erosione; c) contaminazione chimica.
Se per una qualsiasi ragione gli umani non riusciranno ad arrestare la crescita della popolazione e dei consumi di risorse, ci penserà la Natura.
Secondo gli standard occidentali contemporanei, il metodo impiegato dalla Natura per arrestare la crescita è crudele e disumano.
I telegiornali riportano ogni sera, nelle notizie riferite ai luoghi dove popolazioni numerose stanno sperimentando la fame e la miseria, piccoli esempi del metodo impiegato dalla Natura per occuparsi delle popolazioni che superano la capacità di carico dei loro territori.
In ambito locale, la creazione di posti di lavoro aumenta il numero delle persone che, localmente, sono disoccupate.
I nuovi posti di lavoro creati in una comunità riducono temporaneamente la disoccupazione (diciamo dal 5% al 4%), poi nuova gente migra verso quella comunità riportando la disoccupazione al suo valore iniziale (5%). Ma tale percentuale si applica ad una popolazione più numerosa, per cui i disoccupati finiscono per essere più di prima.
La gente che patisce la fame non si preoccupa della sostenibilità.
Per raggiungere la sostenibilità occorre che leadership e risorse vengano fornite da gente che non patisce la fame.
Per assicurare che la nostra società divenga sostenibile non basta aggiungere la parola sostenibile al vocabolario, a rapporti, programmi ed articoli, ai nomi degli istituti accademici e dei programmi di ricerca e alle iniziative sociali.
Lestinzione è per sempre.
La sfida della transizione ad una società sostenibile è immane, in parte per il notevole sforzo globale profuso per impedire alla gente di riconoscere la centralità della crescita della popolazione tra gli enormi problemi degli Stati Uniti e del mondo [niente illusioni: vale anche per lItalia N.d.T.].
Su scala globale, è necessario sostenere la pianificazione familiare nel mondo intero, e dovremmo in generale offrire il nostro aiuto solo a quei Paesi che compiono continui e dimostrati progressi nella riduzione della crescita e delle dimensioni della popolazione.
Il compito immediato è recuperare lattenzione agli aspetti quantitativi nei programmi che riguardano la popolazione a livello locale, nazionale e globale.
Su scala nazionale, possiamo lavorare affinché vengano selezionati dirigenti che riconoscano che la crescita della popolazione è il problema principale negli Stati Uniti e che diano lavvio a un dibattito nazionale in merito. Con molto lavoro alla radice, il nostro sistema di governo rappresentativo finirà per rispondere.
A livello locale e nazionale, dobbiamo concentrare una grande attenzione e ampie risorse fiscali sullo sviluppo delle fonti di energia rinnovabili.
A livello locale e nazionale, dobbiamo lavorare per migliorare la giustizia e lequità sociali.
A livello di comunità, negli Stati Uniti dovremmo lavorare per fare in modo che la crescita paghi per se stessa.
[Lautore ha dimenticato di citare la necessità di a) ridimensionare drasticamente il sostegno assegnato alle famiglie in funzione della loro maggiore numerosità e di b) frenare le migrazioni entro limiti compatibili con la necessità di permettere una graduale ma consistente riduzione delle popolazioni a livello locale. Dopo tutto, neppure Bartlett è immune dalla tendenza a rincorrere uno stile politicamente corretto. N.d.T.]
Scrivendo del saggio di Malthus sulla popolazione, Kenneth Boulding osservò che:
Il saggio punzecchia lottimismo facile degli utopisti di qualsiasi generazione. Ma nel rivelare la natura di almeno uno dei dragoni da abbattere prima che si possa abolire la miseria, il suo messaggio è alla fine un messaggio di speranza, e la verità, per quanto spiacevole, tende «a creare non disperazione, ma attività» del tipo giusto. (Boulding 1971, p. 142)
Quando degli esperti in reciproco disaccordo raccomandano percorsi diametralmente opposti per quel che riguarda le risorse, la capacità di carico, la sostenibilità e il futuro, la causa della sostenibilità viene perseguita scegliendo il percorso più prudente, ovvero il percorso che, qualora dovesse rivelarsi sbagliato, lascerebbe la società nella condizione meno precaria.
Per la preparazione del manoscritto originale, sono debitore ai Proff. Robert Ristinen e Charles Southwick per la loro lettura critica e al Prof. Ulrich Muller-Herold, e Juliet Serenyi per i loro utilissimi suggerimenti.
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Questo editoriale è stato ristampato dal New York Times Magazine il 23 novembre 1997
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Charles E. Wilson è stato il presidente della General Motors che «avrebbe offeso molti col suo aforisma: Ciò che è bene per il Paese è bene per la General Motors e viceversa».