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INCLINAZIONE ALLA CONFERMA

Tratto da http://skepdic.com/confirmbias.html
traduzione di Carpanix

 


“È un errore caratteristico e sempiterno della comprensione umana l’essere trascinata e coinvolta più dall’affermazione che dalla negazione.” — Francis Bacon

 

L’inclinazione alla conferma si riferisce a un tipo di pensiero selettivo per il quale si tende a notare e a osservare ciò che conferma il proprio pensiero, e ad ignorare, non osservare o sottovalutare l’importanza di ciò che lo contraddice. Per esempio, se si crede che nelle notti di luna piena si verifichi un incremento degli incidenti, si noterà quando gli incidenti hanno luogo con la luna piena, ma non si noterà quando essi hanno luogo negli altri periodi del mese. Questa tendenza, se protratta, rafforza ingiustificatamente la convinzione che esista una relazione tra la luna piena e il verificarsi degli incidenti.

Questa tendenza a prestare più attenzione e a dare più rilevanza ai dati che sostengono i nostri preconcetti e le nostre convinzioni di quanto non si faccia nei confronti dei dati contrari è particolarmente dannosa quando i nostri preconcetti e le nostre convinzioni sono poco più che pregiudizi. Se le nostre convinzioni sono fermamente basate su prove solide e su validi esperimenti di conferma, la tendenza a prestare più attenzione e più peso ai dati che combaciano con ciò in cui crediamo non dovrebbe portarci, di regola, ad astrarre. Certo, se diveniamo ciechi di fronte alle prove rigettando concretamente un’ipotesi accreditata, abbiamo superato la linea che separa la ragionevolezza dalla chiusura mentale.

Numerosi studi hanno dimostrato che la gente, generalmente, dà troppo valore alle informazioni di conferma, cioè ai dati che sono favorevoli o supportano una posizione (Gilovich, ch. 3). Thomas Gilovich sostiene che «la ragione più probabile per la quale le informazioni di conferma hanno eccessiva influenza, è che è più semplice affrontarle dal punto di vista cognitivo». È più semplice riscontrare come un dato supporti una posizione che riscontrare come esso potrebbe essere usato contro di essa. Si consideri un tipico esperimento di ESP [percezione extra-sensoriale] o un analogo sogno premonitore: o i successi sono spesso evidentemente chiari o i dati sono facilmente riportati come successi, mentre i casi negativi richiedono uno sforzo intellettuale anche solo per riconoscerli come negativi o considerarli significativi. È stato dimostrato che la tendenza a prestare più attenzione e a dare più importanza a quanto combacia e dà conferma influenza la memoria. Quando si scava nella propria memoria alla ricerca di dati importati per sostenere una certa posizione, è più probabile che si ricordino i dati che la confermano (Gilovich).

I ricercatori, a volte, sono colpevoli di cadere preda dell’inclinazione alla conferma nell’impostare i propri esperimenti o nel presentare i propri dati in modo tale da confermare le proprie ipotesi. Essi alimentano questa tendenza procedendo secondo schemi che evitano di avere a che fare con i dati che sarebbero in contraddizione con le proprie ipotesi. Per esempio, i parapsicologi sono noti per iniziare ed interrompere discrezionalmente le proprie ricerche sull’ESP. Anche molti scienziati sociali sono colpevoli di cadere preda dell’inclinazione alla conferma , specialmente quelli che cercano di stabilire correlazioni tra variabili ambigue, quali l’ordine di nascita e le “idee radicali”, in determinati periodi storici. Se si definiscono i punti d’inizio e fine della raccolta dei dati riferiti all’idea dell’evoluzione come fece Frank Sulloway in Nato per ribellarsi, si arriva a individuare una significativa correlazione tra l’ordine funzionale di nascita e la tendenza ad accettare o rifiutare la teoria dell’evoluzione. Però, se si parte da Anassimandro e ci si ferma a Sant’Agostino, si ottengono risultati piuttosto diversi, dal momento che quell’idea fu universalmente rifiutata in quell’arco di tempo. O se si usa come esempio di “idea radicale” un’idea come quella di Philip Henry Gosse in Creazione (Omphalos): un tentativo di sciogliere il nodo geologico (1857), non si ottiene alcun sostegno alla propria ipotesi. Gosse fu più radicale di Darwin nel suo tentativo di riconciliare i dati geologici ed il creazionismo, ma è quasi dimenticato perché la sua idea radicale (secondo la quale Dio ad un certo punto creò ogni cosa, compresi i fossili) è stata universalmente rifiutata. Gosse tentò di riconciliare i dati scientifici, che indicavano che la terra era molto vecchia, con quella che era diventata la visione ortodossa secondo la quale Dio creò ogni cosa nel 4004 prima di Cristo, come calcolato dall’arcivescovo Ussher. Tanto chi nacque per primo quanto chi nacque successivamente sembra non essere stato impressionato da questa idea radicale.

Gli sperimentatori potrebbero evitare o ridurre l’inclinazione alla conferma collaborando, nella progettazione degli esperimenti, con colleghi che sostengono ipotesi contrarie. Gli individui devono costantemente ricordare a se stessi questa tendenza e ricercare attivamente dati contrati alle proprie convinzioni. Dal momento che si tratta di qualcosa di innaturale, sembra che l’uomo medio sia condannato all’inclinazione alla conferma.

 

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Tratto da http://skepdic.com/confirmbias.html
Traduzione di Carpanix