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INTRODUZIONE

traduzione di Carpanix

 

Viviamo nell’età dell’abbondanza. Abbiamo tutte le cose che rendono bella la vita: abbondanza di cibo, abiti caldi, e belle case riscaldate in inverno e rinfrescate in estate, e valida assistenza medica per aiutarci a vivere vite lunghe e in salute.

La nostra popolazione, per oltre cent’anni, è andata crescendo esponenzialmente. Globalmente, nell’anno 1800, essa consisteva in poco più di 800 milioni di persone. Cent’anni dopo era di circa un miliardo e mezzo. Oggi la nostra popolazione conta oltre 6,45 miliardi di persone e continua a crescere ad una velocità di quasi 80 milioni di persone all’anno.

Cosa ha consentito alla popolazione di crescere con una così grande profusione? Certamente la medicina moderna ha contribuito, specialmente nel mondo sviluppato. Ma prima di tutto è stato il cibo. Il cibo prodotto con tecniche e attrezzaure agricole moderne e con massicce quantità di fertilizzanti, pesticidi e erbicidi. Tutto ciò è stato reso possibile dalla grande abbondanza di combustibili fossili. In breve, una enorme quantità di energia relativamente economica ha consentito alla nostra popolazione di esplodere fin quasi alle proporzioni di un flagello.

Ma quanto può durare? La risposta breve a questa domanda è probabilmente non molto! La produzione pro-capite di cibo è bassa quasi in ogni area del mondo. Ci sono molte ragioni per questo, tre le quali siccità e inondazioni indotte dai mutamenti climatici, impoverimento del suolo e abbassamento delle falde acquifere. Nei fatti, secondo l’Organizzazione per l’Agricoltura e l’Alimentazione delle Nazioni Unite (UN Food and Agriculture Organization), la reale produzione globale di cibo è stata fino ad oggi in calo per cinque anni consecutivi. Ciò che voglio evidenziare qui è che anche con grandi quantità di combustibili fossili, viviamo sull’orlo di una carestia mondiale.

Ma che accadrebbe se il flusso di petrolio dovesse cominciare a diminuire? Temo che ciò sia esattamente ciò che sta per accadere entro pochi anni. Non è che stiamo per rimanere senza petrolio, ma ciò che sta concretamente per accadere è che la produzione petrolifera raggiungerà il suo picco massimo, lo manterrà per un anno o due, quindi comincerà un lungo ma deciso declino di circa il 3% annuo. Quando il combustibile per coltivare e trasportare il cibo comincerà a mancare, la produzione alimentare dovrà fare altrettanto e così pure la popolazione che su questa produzione dipende per vivere.

Oggi, le nascite sopravanzano le morti di circa 2,5 volte a 1, entro pochi anni le morti sopravanzeranno le nascite almeno della stessa quantità, forse anche molto di più. I quattro cavalieri, guerra, carestia, malattia e pestilenza ritorneranno per vendicarsi.

Quando gli storici del futuro scriveranno la storia dell’ultima metà del XX Secolo e del primo decennio del XXI, diranno della gente che visse in quei tempi: “Pensavano che il loro mondo sarebbe durato per sempre. Come poterono essere così stupidi?”

Una quantità di geologi petroliferi e di altri esperti nel campo dell’energia percepiscono che la produzione petrolifera sta per raggiungere il suo picco massimo, per poi declinare. Questo sito racconterà la loro storia, e tratteggerà alcuni scenari del nostro futuro.

 

Traduzione di Carpanix
Versione originale in inglese: fai click qui.