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AUTOREGOLAZIONE DELLA FERTILITÀ NEI RATTI

traduzione di Carpanix

 


Gli esseri umani non sono esattamente identici ai ratti, ma una mente sufficientemente flessibile potrebbe trarre spunto per profonde riflessioni da questa breve annotazione. Meditate, gente, meditate… — Carpanix

Reynolds scrive (p.160, in Furcht 1985, p.120): «In certe specie di roditori, particolarmente topi campagnoli, alcuni cambiamenti fisiologici del sistema riproduttivo (ad esempio, il riassorbimento del feto) si associano a condizioni di sovraffollamento. Sembra che queste condizioni in molte specie di roditori, come pure in molti altri mammiferi, si accompagnino a situazioni di notevole attenzione emotiva, con l’aggressività come fatto concomitante, comune nei ratti e nei topi, e l’uccisione dei piccoli, che vengono poi divorati, nei ratti.» E poi prosegue (p.167, in Furcht 1985, p.121): «Quanti più animali vengono raggruppati in un determinato spazio, cioè quanto maggiore è la densità di popolazione, tanto più elevato sarà il livello globale [pro-capite, intende] di secrezione adrenalinica e noradrenalinica da parte di tutti gli animali, specialmente di quelli subordinati. Da un punto di vista comportamentale, si vede che la crescente densità si correla con una crescente aggressività da parte degli animali dominanti, mentre i subordinati tendono a scappare o si rannicchiano per la paura. A questo stadio, la riproduzione può cessare, i giovani possono venire divorati e, in generale, l’intera serie di cambiamenti può essere vista come meccanismo per fare selettivamente spazio». Vedi anche Lorenz, p.300.