AVVERTIMENTO DEGLI SCIENZIATI DEL MONDO ALL’UMANITÀ
Trascritto da Jay Hanson traduzione di Carpanix
Gli esseri umani e il mondo naturale sono in rotta di collisione. Le attività
umane infliggono danni aspri e spesso irreversibili all’ambiente e a risorse essenziali.
Se non controllate, molte delle pratiche correnti mettono in serio pericolo il futuro
che desideriamo per la società umana e i regni vegetali ed animali, e possono
alterare il mondo vivente in modo tale da renderlo inadatto a sostenere la vita così
come la conosciamo. Sono urgenti cambiamenti fondamentali se vogliamo evitare la
collisione che porterà la nostra rotta attuale.
L’ambiente sta soffrendo uno stress cruciale
Atmosfera L’impoverimento dell’ozono stratosferico ci minaccia con radiazioni ultraviolette
potenziate sulla superficie della Terra, che possono essere dannose o letali per
molte forme di vita. L’inquinamento dell’aria al livello del suolo e le piogge acide
stanno già causando diffusi danni agli esseri umani, alle foreste ed all’agricoltura.
Risorse idriche Lo sfruttamento disattento delle acque sotterranee esauribili minaccia la produzione
alimentare e altri sistemi essenziali per l’uomo. Le forti richieste delle acque
di superficie nel mondo hanno portato a serie carenze in 80 Paesi, corrispondenti
al 40% della popolazione mondiale. L’inquinamento dei fiumi, dei laghi e delle acque
sotterranee limita ulteriormente la disponibilità d’acqua.
Oceani La pressione distruttiva sugli oceani è grave, particolarmente nelle zone
costiere che producono la maggior parte del pesce del mondo. Le catture marine totali
corrispondono attualmente al livello massimo di prelievo sostenibile stimato o lo
hanno superato. Alcune zone di pesca hanno già evidenziato segni di collasso.
I fiumi, che portano al mare pesanti carichi di suolo eroso, portano anche scarichi
industriali, civili, agricoli e da allevamento — alcuni dei quali tossici.
Suolo La perdita della produttività del suolo, che sta provocando estesi abbandoni
di terreni, è un sottoprodotto diffuso delle pratiche agricole e di allevamento
correnti. Dal 1945, l’11% della superficie della Terra coperta da vegetazione è
stata degradata — un’area più grande dell’India e della Cina messe insieme
— e la produzione pro-capite di cibo si va riducendo in molte parte del mondo.
Foreste Le foreste pluviali tropicali, così come le foreste delle zone tropicali
e temperate, vengono distrutte rapidamente. Alla velocità attuale, alcuni tipi
di foresta molto importanti saranno persi entro pochi anni e la maggior parte della
foresta pluviale tropicale sarà persa prima della fine del prossimo secolo.
Con esse saranno perse una grande quantità di specie vegetali ed animali.
Specie viventi La perdita irreversibile delle specie, che entro il 2100 potrebbe raggiungere
un terzo di tutte le specie attualmente viventi, è particolarmente preoccupante.
Stiamo perdendo il potenziale del quale esse sono portatrici nel fornire medicinali
ed altri vantaggi, e il contributo che la diversità genetica delle forme di
vita porta alla resistenza dei sistemi biologici nel mondo nonché alla stupefacente
bellezza della Terra stessa.
Gran parte di questo danno è irreversibile su scala secolare o permanentemente.
Altri processi sembrano imporre ulteriori minacce. I sempre più elevati livelli
atmosferici dei gas derivanti dalle attività umane, inclusa l’anidride carbonica
rilasciata dalla combustione dei combustibili fossili e dalla deforestazione, possono
alterare il clima su scala globale. Le previsioni di riscaldamento globale sono ancora
incerte — con effetti che variano da tollerabili a molto gravi — ma i rischi potenziali
sono molto grandi.
La nostra massiccia ingerenza nella rete interdipendente della vita — accoppiata
al danno ambientale inflitto dalla deforestazione, dalla perdita di specie e dai
cambiamenti climatici — potrebbe innescare effetti dannosi, compresi imprevedibili
collassi di sistemi biologici cruciali dei quali comprendiamo solo in modo imperfetto
le interazioni e la dinamica.
L’incertezza circa il peso di questi effetti non può scusare la compiacenza
o il ritardo nel fornteggiare la minaccia.
Popolazione
La Terra è limitata. La sua capacità di assorbire gli scarichi e le emissioni
distruttivi è pure limitata. La sua capacità di fornire cibo ed energia
è limitata. La sua abilità di prendersi cura di quantità crescenti
di persone è finita. E ci stiamo velocemente avvicinando a molti dei limiti
della Terra. Le pratiche economiche correnti che danneggiano l’ambiente, tanto nelle
nazioni sviluppate quanto in quelle sottosviluppate, non possono essere portate avanti
senza il rischio che i sistemi vitali globali vengano danneggiati oltre le possibilità
di recupero.
Le pressioni che derivano dalla crescita incontrollata della popolazione impongono
richieste al mondo naturale che possono sopraffare qualsiasi sforzo per raggiungere
un futuro sostenibile. Se vogliamo fermare la distruzione del nostro ambiente, dobbiamo
accettare dei limiti a quella crescita. Una stima della Banca Mondiale indica che
la popolazione mondiale non si stabilizzerà su meno di 12,4 miliardi di abitanti,
mentre le Nazioni Unite concludono che il totale definitivo potrebbe raggiungere
i 14 miliardi, un prossimo triplicamento degli odierni 5,4 miliardi [l’articolo
è del 1992;
in effetti,
- N.d.T.]. Ma anche in questo momento una persona su cinque vive in assoluta
povertà senza abbastanza da mangiare e una su dieci soffre di severa malnutrizione.
Non rimangono più di uno o pochi decenni prima che la possibilità di allontanare
le minacce con le quali ci confrontiamo ora sia perduta e le prospettive per l’umanità
incommensurabilmente ridotte.
Avvertimento
Noi sottoscritti, membri anziani della comunità scientifica mondiale, con
questo avvisiamo l’umanità tutta di ciò che si trova davanti a noi. È
richiesto un grande cambiamento nella nostra gestione della Terra e della vita su
di essa, se vogliamo evitare una immensa miseria umana e se non vogliamo mutilare
irreparabilmente la nostra dimora globale su questo pianeta.
Cosa dobbiamo fare
Devono essere affrontate simultaneamente cinque aree di intervento inestricabilmente
connesse:
Dobbiamo porre sotto controllo le attività dannose dal punto di vista ambientale
per ristabilire e proteggere l’integrità dei sistemi della Terra dai quali dipendiamo.
Dobbiamo, per esempio, abbandonare i combustibili fossili per fonti di energia
più benigne e inesauribili, allo scopo di tagliare le emissioni di gas-serra
e l’inquinamento dell’aria e dell’acqua. Deve essere data la precedenza allo sviluppo
di fonti energetiche adatte alle necessità del terzo mondo — su piccola scala
e relativamente semplici da gestire.
Dobbiamo fermare la deforestazione, il danneggiamento e la perdita di terreno
agricolo e la perdita di specie vegetali ed animali tanto terrestri quanto marine.
Dobbiamo gestire più efficacemente le risorse cruciali per il benessere
umano.
Dobbiame conferire alta priorità ad un uso efficiente dell’energia, dell’acqua
e degli atri materiali, comprendendo l’incremento del risparmio e del riciclaggio.
Dobbiamo stabilizzare la popolazione [mi permetto di dire che dovremmo ridurla…
- N.d.T.]. Questo sarà possibile solo se tutte le nazioni riconosceranno
che il processo richiede un miglioramento delle condizioni economiche e sociali [non
tutti concordano su questo punto: vedi Ottimismo e
sovrappopolazione - N.d.T.] e l’adozione di una efficace e volontaria
pianificazione familiare.
Dobbiamo ridurre ed eventualmente eliminare la povertà.
Dobbiamo assicurare la parità sessuale e garantire il controllo delle donne
sulle loro proprie decisioni riproduttive [in un’ottica di vera parità, sarebbe
opportuno garantire anche quello degli uomini… - N.d.T.].
Le nazioni sviluppate sono oggi i maggiori inquinatori del mondo. Essi devono
ridurre grandemente i propri consumi in eccesso, se vogliamo ridurre la pressione
sulle risorse e sull’ambiente globale. Le nazioni sviluppate hanno l’obbligo di fornire
aiuto e supporto alle nazioni in via di sviluppo, poiché solo le nazioni sviluppate
hanno le risorse finanziarie e le abilità tecniche per questi compiti.
Riconoscere questa necessità non è altruismo, ma interesse illuminato
verso se stessi: industrializzati o meno, abbiamo una sola scialuppa. Nessuna nazione
può sfuggire al danno quando i sistemi biologici globali vengono danneggiati.
Nessuna nazione può sfuggire ai conflitti dovuti alla sempre maggiore scarsità
delle risorse. Inoltre, l’instabilità ambientale ed economica provocherà
migrazioni di massa con conseguenze incalcolabili tanto per le nazioni sviluppate
quanto per quelle non sviluppate.
Le nazioni in via di sviluppo devono rendersi conto che il danno ambientale è
una delle maggiori tra le minacce che si trovano di fronte, e che i tentativi di
attenuarla saranno sopraffatti se la loro popolazione avanza incontrollata. Il maggiore
pericolo consiste nel venire intrappolati in una spirale di declino ambientale, povertà
e agitazioni che portino a un collasso sociale, economico ed ambientale.
Il successo in questo sforzo globale richiederà una grande riduzione della
violenza e della guerra. Le risorse ora destinate alla preparazione ed alla conduzione
della guerra — che ammontano a oltre 1.000 miliardi di dollari all’anno — saranno
molto necessarie per i nuovi compiti e dovrebbero essere reindirizzate sulle nuove
sfide.
Si richiede una nuova etica — una nuova attitudine verso il riconoscere la nostra
responsabilità nnel prenderci cura di noi stessi e della Terra. Dobbiamo riconoscere
le limitate capacità che la Terra da di provvedere a noi. Dobbiamo riconoscere
la sua fragilità. Non dobbiamo più consentire che venga devastata. Questa
etica deve motivare un grande movimento, convincere i dirigenti riluttanti e i governi
riluttanti e le stesse genti riluttanti a mettere in atto i necessari cambiamenti.
Gli scienziati che lanciano questo avvertimento sperano che il loro messaggio
raggiungerà e influenzerà la gente in ogni dove.
Abbiamo bisogno l’aiuto di molti.
Chiediamo l’aiuto della comunità mondiale degli scienziati — naturali,
sociali, economici e politici.
Chiediamo l’aiuto dei dirigenti dell’economia e dell’industria del mondo.
Chiediamo l’aiuto dei dirigenti religiosi del mondo e…
Chiediamo l’aiuto delle genti del mondo.
Invitiamo tutti ad unirsi a noi in questo compito.
Principali personalità tra gli oltre 1.500 firmatari
Anatole Abragam, Physicist; Fmr. Member, Pontifical Academy of
Sciences; France
Carlos Aguirre President, Academy of Sciences, Bolivia
Walter Alvarez Geologist, National Academy of Sciences, USA
Viqar Uddin Ammad, Chemist, Pakistani & Third World Academies,
Pakistan
Claude Allegre, Geophysicist, Crafoord Prize, France
Michael Alpers Epidemiologist, Inst. of Med. Research, Papua New
Guinea
Anne Anastasi, Psychologist, National Medal of Science, USA
Philip Anderson, Nobel laureate, Physics; USA
Christian Anfinsen, Nobel laureate, Chemistry; USA
How Ghee Ang, Chemist, Third World Academy, Singapore
Werner Arber, Nobel laureate, Medicine; Switzerland
Mary Ellen Avery, Pediatrician, National Medal of Science, USA
Julius Axelrod, Nobel laureate, Medicine; USA
Michael Atiyah, Mathematician; President, Royal Society; Great
Britain
Howard Bachrach, Biochemist, National Medal of Science, USA
John Backus, Computer Scientist, National Medal of Science, USA
Achmad Baiquni, Physicist, Indonesian & Third World Academies,
Indonesia
David Baltimore, Nobel laureate, Medicine; USA
H. A. Barker, Biochemist, National Medal of Science, USA
Francisco J. Barrantes, Biophysicist, Third World Academy, Argentina
David Bates, Physicist, Royal Irish Academy, Ireland
Alan Battersby, Chemist, Wolf Prize in Chemistry, Great Britain
Baruj Benacerraf, Nobel laureate, Medicine; USA
Georg Bednorz, Nobel laureate, Physics; Switzerland
Germot Bergold, Inst. Venezolano de Investigaciones Cientificas,
Venezuela
Sune Bergstrom, Nobel laureate, Medicine; Sweden
Daniel Bes, Physicist, Argentinean & Third World Academies,
Argentina
Hans Bethe, Nobel laureate, Physics; USA
Arthur Birch Chemist, Australian Academy of Science, Australia
Michael Bishop, Nobel laureate, Medicine; USA
Konrad Bloch, Nobel laureate, Medicine; USA
Nicholaas Bloembergen, Nobel laureate, Physics; USA
David Mervyn Blow, Wolf Prize in Chemistry, Great Britain
Baruch Blumberg, Nobel laureate, Medicine; USA
Bert Bolin, Meteorologist, Tyler Prize, Sweden
Norman Borlaug, Agricultural Scientist, Nobel laureate, Peace;
USA & Mexico
Frederick Bormann, Forest Ecologist; Past President, Ecological
Soc. of Amer.; USA
Raoul Bott, Mathematician, National Medal of Science, USA
Ronald Breslow, Chemist, National Medal of Science, USA
Ricardo Bressani, Inst. of Nutrition, Guatemalan & Third World
Academies, Guatemala
Hermann Bruck, Astronomer, Pontifical Academy of Sciences, Great
Britain
Gerardo Budowski, Natural Resources, Univ. Para La Paz, Costa
Rica
E. Margaret Burbidge, Astronomer, National Medal of Science, USA
Robert Burris, Biochemist, Wolf Prize in Agriculture, USA
Glenn Burton, Geneticist, National Medal of Science, USA
Adolph Butenandt, Nobel laureate, Chemistry; Fmr. President, Max
Planck Inst.; Germany
Sergio Cabrera, Biologist, Univ. de Chile, Chile
Paulo C. Campos, Medical scientist, Philippine & Third World
Academies, Philippines
Ennio Candotti, Physicist; President, Brazilian Soc. Adv. of Science;
Brazil
Henri Cartan, Wolf Prize in Mathematics, France
Carlos Chagas, Biologist; Univ. de Rio de Janeiro; Fmr. President,
Pontifical Academy of Sciences; Brazil
Sivaramakrishna Chandrasekhar, Center for Liquid Crystal Research,
India
Georges Charpak, Nobel laureate, Physics; France
Joseph Chatt, Wolf Prize in Chemistry, Great Britain
Shiing-Shen Chern, Wolf Prize in Mathematics, China & USA
Christopher Chetsanga, Biochemist, Affican & Third World Academies,
Zimbabwe
Morris Cohen, Engineering, National Medal of Science, USA
Stanley Cohen, Nobel laureate, Medicine; USA
Stanley N. Cohen, Geneticist, Wolf Prize in Medicine, USA
Mildred Cohn, Biochemist, National Medal of Science, USA
E. J. Corey, Nobel laureate, Chemistry, USA
John Cornforth, Nobel laureate, Chemistry; Great Britain
Hector Croxatto, Physiologist, Pontifical & Third World Academies,
Chile
Paul Crutzen, Chemist, Tyler Prize, Germany
Partha Dasgupta, Economist, Royal Society, Great Britain
Jean Dausset, Nobel laureate, Medicine; France
Ogulande Robert Davidson, Univ. Res. & Dev. Serv., African
Acad., Sierra Leone
Margaret Davis, Ecologist, National Academy of Sciences, USA
Luis D'Croz, Limnologist, Univ. de Panama, Panama
Gerard Debreu, Nobel laureate, Economics; USA
Pierre-Gilles de Gennes, Nobel laureate, Physics; France
Johann Deisenhofer, Nobel laureate, Chemistry; Germany & USA
Frederica de Laguna, Anthropologist, National Academy of Sciences,
USA
Paul-Yves Denis, Geographer, Academy of Sciences, Canada
Pierre Deligne, Mathematician, Crafoord Prize, France
Frank Dixon, Pathologist, Lasker Award, USA
Johanna Dobereiner, Biologist, First Sec., Brazilian Academy of
Sci.; Pontifical & Third World Academies, Brazil
Joseph Doob, Mathematician, National Medal of Science, USA
Renato Dulbecco, Nobel laureate, Medicine; USA
Heneri Dzinotyiweyi, Mathematician, African & Third World
Academies, Zimbabwe
Manfred Eigen, Nobel laureate, Chemistry; Germany
Samuel Eilenberg, Wolf Prize in Mathematics, USA
Mahdi Elmandjra, Economist; Vice President, African Academy of
Sciences; Morocco
Paul Ehrlich, Biologist, Crafoord Prize, USA
Thomas Eisner, Biologist, Tyler Prize, USA
Mohammed T. El-Ashry, Environmental scientist, Third World Academy,
Egypt & USA
Gertrude Elion, Nobel laureate, Medicine; USA
Aina Elvius, Astronomer, Royal Academy of Sciences, Sweden
K. O. Emery, Oceanographer, National Academy of Sciences, USA
Paul Erdos, Wolf Prize in Mathematics, Hungary
Richard Ernst, Nobel laureate, Chemistry; Switzerland
Vittorio Ersparmer, Pharmacologist, Accademia Nazionale dei Lincei,
Italy
Sandra Faber, Astronomer, National Academy of Sciences, USA
Nina Federoff, Embryologist, National Academy of Sciences, USA
Herman Feshbach, Physicist, National Medal of Science, USA
Inga Fischer-Hjalmars, Biologist, Royal Academy of Sciences, Sweden
Michael Ellis Fisher, Physicist, Wolf Prize in Physics, Great
Britain & USA
Val Fitch, Nobel laureate, Physics; USA
Daflinn Follesdal, President, Norwegian Academy of Science; Norway
William Fowler, Nobel laureate, Physics; USA
Otto Frankel, Geneticist, Australian Academy of Sciences, Australia
Herbert Friedman, Wolf Prize in Physics, USA
Jerome Friedman, Nobel laureate, Physics; USA
Konstantin V. Frolov Engineer; Vice President, Russian Academy
of Sciences; Russia
Kenichi Fukui, Nobel laureate, Chemistry; Japan
Madhav Gadgil, Ecologist, National Science Academy, India
Mary Gaillard, Physicist, National Academy of Sciences. USA
Carleton Gajdusek, Nobel laureate, Medicine; USA
Robert Gallo, Research Scientist, Lasker Award, USA
Rodrigo Gamez ,Instituto Nacional de Biodiversidad, Costa Rica
Antonio Garcia-Bellido, Biologist, Univ. Auto. Madrid, Royal Society,
Spain
Leopoldo Garcia-Collin, Physicist, Latin American & Third
World Academies, Mexico
Percy Garnham, Royal Society & Pontifical Academy, Great Britain
Richard Garwin, Physicist, National Academy of Sciences, USA
Murray Gell-Mann, Nobel laureate, Physics; USA
Georgii Georgiev, Biologist, Lenin Prize, Russia
Humam Bishara Ghassib, Physicist, Third World Academy, Jordan
Ricardo Giacconi, Astronomer, Wolf Prize in Physics, USA
Eleanor J. Gibson, Psychologist, National Medal of Science, USA
Marvin Goldberger, Physicist; Fmr. President, Calif. Inst. of
Tech., USA
Maurice Goldhaber, Wolf Prize in Physics, USA
Donald Glaser, Nobel laureate, Physics; USA
Sheldon Glashow, Nobel laureate, Physics; USA
James Gowans, Wolf Prize in Medicine, France
Roger Green, Anthropologist, Royal Society, New Zealand
Peter Greenwood, Ichthyologist, Royal Society, Great Britain
Edward Goldberg, Chemist, Tyler Prize, USA
Coluthur Gopolan, Nutrition Foundation of India, Indian &
Third World Academies, India
Stephen Jay Gould, Paleontologist, Author, Harvard Univ., USA
Zhao Zhong-xian, Physicist, Chinese & Third World Academies,
China
Zhou Guang-zhao, Physicist; President, Chinese Academy of Sciences;,
China
Solly ZuckerInan, Zoologist, Royal Society, Great Britain
Oltre 1.500 membri di accademie scientifiche nazionali, regionali
e internazionali hanno firmato questo avvertimento. Sono rappresentate sessantanove
nazioni da ogni parte della Terra, incluse ciascuna delle dodici più popolose
nazioni e le diciannove maggiori potenze economiche. La lista completa comprende
una maggioranza dei premi Nobel per le scienze. Riconoscimenti e affiliazioni istituzionali
sono elencati a solo scopo identificativo. Il premio Nobel per la medicina è
per fisiologia o medicina.
UN LIBRETTO RIASSUNTIVO DELL’AVVERTIMENTO DEGLI SCIENZIATI DEL
MONDO è disponibile presso la Union of Concerned Scientists [Unione degli
Scienziati Preoccupati]. Fornisce le citazioni a sostegno del loro AVVERTIMENTO.
Union of Concerned Scientists,
96 Church Street,
Cambridge,
Mass 02238-9105,
USA Phone: 617-547-5552;
FAX: 617-864-9405
Web: http://www.ucsusa.org
E-mail: ucs@igc.apc.org
Avvertimento pubblicato il 18 Novembre 1992
Trascritto da Jay Hanson
Traduzione di Carpanix
Versione originale in inglese: fai click qui.